Eccomi qui! (Parte I)

Aggiornamento: 23 mar 2020

Eleonora, classe 1980. Altezza 1,61. peso 51 kg.


Ok, andiamo un pò più affondo.

Non è facile descriversi brevemente o descrivere la propria storia in poche righe.


Come sono arrivata allo yoga e ad un approccio della vita olistico?


Partiamo dal fatto che secondo me la vita è un viaggio con diverse tappe e avventure e se si è bravi a viversele, da ognuna si impara qualcosa che ti permette di passare alla tappa successiva.

Le mie mi hanno portato a vivere una “seconda vita”.


Nella mia prima vita, ero una Bartender e Sommelier professionista con diverse esperienze lavorative che hanno toccato il mondo del Food and Beverage a 360°.



I TAPPA: Avere il coraggio di uscire da uno schema impostato già scritto. Vado a vivere da sola!

Sono partita dal basso a 21 anni, mentre studiavo all’università e in realtà mi sono ritrovata in questo mondo per caso. Volevo vivere in Alto Adige ma dovevo pur mantenermi, così ho cominciato con un lavoro stagionale invernale, che poi è diventato estivo ed è andato avanti per 3 anni. Mi piaceva, mi piaceva tantissimo essere a contatto con il pubblico, ma se pur portata anche a livello organizzativo, non avevo una vera e propria formazione, così ho seguito un corso professionale per Barman, che mi ha aperto il mondo del bere “bene” miscelato. E da lì sono partiti i 3 anni più belli, lavorativamente parlando, della mia prima vita.


II TAPPA: l’emancipazione e la presa di sicurezza in se stessi

Sono entrata nella squadra dello Stravinskij Bar dell’ Hotel De Russie a Roma. All’ epoca il miglior Bar d’ Italia per la categoria Hotel *****L.


Uno squadrone a dire il vero, con una guida ineguagliabile, l’unico uomo che abbia mai potuto ritenere davvero un Leader, capace non solo di catalizzare l’attenzione e portare la sua squadra verso tutti gli obiettivi, ma soprattutto di riconoscere e tirare fuori il meglio da ognuno di noi.


Max, LoVE U for Ever e lo sai!

Un secondo “capo” così, non mi è più ricapitato.


Eravamo il reparto più invidiato dell’Hotel, lavoravamo come dei pazzi, fatturavamo numeri da capogiro, vincevamo premi, avevamo una clientela internazionale (tra cui attori, cantanti, politici) in un clima “Professional but friendly”, sempre con il sorriso e la battuta pronta per allentare la tensione!

Ero felicissima di andare al lavoro, così come i miei colleghi, e l’80% del merito era suo, di Max (per gli amici Massimo D'Addezio)! Lui è stato un esempio a livello umano e lavorativo che mi porterò sempre dentro.

Comunque in quegli anni ero una spugna, non mi bastava quello che facevo, volevo imparare di più, così a 26 anni passo dal “distillato al fermentato”, insomma divento Sommelier professionista, e dal Bar passo al Ristorante. Esperienza utile, per imparare a gestire una cantina, fornitori etc….ma che non mi ha lasciato il segno nel cuore. Troppo diverso il rapporto con il cliente rispetto a quello a cui ero abituata: “ONE TO ONE" , il cliente di passaggio ma soprattutto il cliente solito, che si affeziona, per il quale diventi un confidente, con un servizio veloce, frizzante…. Insomma un’altra roba.


III TAPPA: scoprire nuove skills nascoste

Il mondo del vino, però, mi ha permesso di fare altre esperienze, tra cui quella televisiva. Mi sono divertita a fare negli anni 4 programmi televisivi, da piccoli interventi di 5 minuti, a condurre interamente un programma di un’ora fino a fare programmi in diretta con collegamenti dal Vinitaly…. Ho scoperto di avere una naturale propensione alla telecamera. “Silenzio in studio” …. Si accende la luce rossa della telecamera…” E azione” CIAK! e partivo a braccio come se non ci fosse un domani. A braccio perché tanto la mia memoria non mi avrebbe aiutata, anche se avessi avuto dei copioni, non me li sarei mai ricordati. Ma conoscevo l’argomento, avevo i tempi in testa…non ero più timida… apposto! 😉



Il programma televisivo che mi è rimasto nel cuore, è stato l' ultimo fatto, Gustibus su La7, dove mi è stata data la possibilità di portare un argomento diverso, la mia amata cucina alternativa❤


Il “palcoscenico” mi è sempre piaciuto tanto, già da piccolina durante le recite o saggi, ma all'epoca ero timidissima, caratteristica che grazie al lavoro di Barman era scomparsa.


.......to be continued........

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